Torre dell’Emmele

24 settembre

Doveva essere il Campanile di Val Montanaia, ma sarebbe stato un correre di qua e di là avendo poco tempo a disposizione e comunque la voglia di arrampicare.

Vengo dalla Brianza, qui l’estate è stata piovosetta e se giri per le mie montagne e dintorni i colori sono ancora molti vivi, quasi primaverili. Il verde stupisce ancora per quanto è “fluo” e gli alberi non hanno ancora tutti i meravigliosi colori che di solito l’autunno
regala. Le giornate sono ancora calde,
le mattine e le sere invece molto fresche, ma i panorami non sondscn9197o sicuramente autunnali.

Mi ha stupito quindi trovare le prime foglie ai piedi degli alberi e i primi colori autunnali nelle Piccole Dolomiti. Colori più scuri, una tavolozza che piano, piano prende vita. Attorno a noi la gran confusione di gente accorsa a provare il nuovo ponte tibetano, lontani gli spari dei cacciatori..ma noi saliamo tranquilli tra vaj e canali sfasciumosi (sennò che “Crollomiti” sono???)

Il giorno prima ero passata a trovare Mario, compagno di più spedizioni e come sempre succede tra “ottomillisti” i pensieri e i ricordi ci avevano trascinato in discorsi sul passato, il presente e il futuro. “Fai la Super Mario, fai questa, fa quella..” insomma la Torre dell’Emmele mi aveva incuriosita. Le Piccole sono in realtà un’accozzaglia di torri più o meno (meno!) solide sparse qua e là…che in fondo avremmo potuto fare il Torvagando for Nepal delle Piccole e avremmo esaurito qui tutte le nostre salite!

Il tempo sdscn9203i mantiene buono per il primo tiro e poi la nebbie iniziano ad avvolgerci finchè al quarto tiro fa un freddo cane e non si vede più nulla attorno. Il bello di queste atmosfere fiabesche è sentire le voci. Penserete che sono matta, ma sentite voci ovunque che si rimbalzano tra i vaj e i torrioni e che spesso udite non nella direzione giusta da cui provengono, ma un po’ dappertutto a regalare un pizzico di magia a tutto il contesto! Sembra di essere in una scena di qualche libro di Tolkien.. La roccia non sempre (quasi mai) buona ci regala gli ultimi tiri di suspence…bassa difficoltà, alto rischio di crollo e di tiro al bersaglio del tuo compagno sotto assieme a tanta erbosità che personalmente non amo.

All’ultima sosta ci troviamo assieme a un’altra cordata a chiacchierare del meteo, delle rispettive terre, per scoprire di avere alcuni amici in comune. La cima è più un panettone che una cima e purtroppo siamo in mezzo alle nebbie che ogni tanto si diradano per lasciarci intravvedere pezzi di panorami..inondati di sole!!

Due foto e due risate sul desiderio di una birretta fresca e scendiamo lungo il sentiero mentre l’umidità aumenta attorno a noi. La XIII torre non mi ha convinta ma tant’è…

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